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009-10/08 SCARICA LE FOTO DELLA SAGRA DI SAN LORENZO DI BAURA 2008 SCARICA
008-09/08 MICHELE RICCI (Appassionato e compositore di musica House/Electro) LEGGI
007-07/08 SCARICA GLI ORARI DEGLI AMBULATORI MEDICI DI BAURA E CORLO SCARICA
006-06/08 SCARICA LO SFONDO DEL PAESE DI BAURA PER PC - DESKTOP SCARICA
005-06/08 SCARICA LE FOTO E I VIDEO SATELLITARI DEL PAESE DI BAURA SCARICA
004-05/08 LA BIOGRAFIA DELL' ILLUSTRE PERSONAGGIO: "PIETRO BONO DA BAURA" LEGGI
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LETTURA PUBBLICAZIONI


Publicazione 4° Matricola N°: 008-11/08


MICHELE RICCI (Baura) Giovane compositore di musica elettronica.


Momumento bombardamento del '44.

Ricci Michele, residente a Baura, nasce a Portomaggiore (FE) il 06/06/1986. Nel 2000, all'età di 14 anni, come assiduo ascoltatore di Dance (Gabry Ponte, Molinaro, Prezioso, Danijay, Molella), inizia come dj (nel tempo libero) a suonare a qualche festa nei dintorni tra ferrarese, mantovano e rodigino.
All'età di 18 anni, spinto dalla sua grande passione per la musica elettronica e dalla sua tenacia e intraprendenza, inizia a muovere i primi passi nel mondo della "Computer Music" dando vita ad un percorso artistico-musicale e quindi produttivo.
Qualche tempo dopo riesce a sviluppare le proprie idee nello scenario dell'house elettronica e minimale arrivando, dopo anni di ricerca, ad una forma espressiva musicale propria ed autonoma.
Attualmente sta intraprendendo diverse esperienze e collaborazioni con nomi importanti del panorama House/Electro italiano come Fedo e Lysark; grazie a quest ultimo, ad Aprile 2008 è uscito il suo primo singolo "Everything E.P." Successivamente ha remixato "Just a bit crush - Password" e Fedomora (aka FEDO) in AFTER THE RAIN su label YELLOW di Bob Sinclair!!!

Ultimamente è uscito il suo nuovo singolo "Nothing Else E.p." in vinile; potete ascoltare i samples delle 4 tracce contenute in esso direttamete da qui: Vai al sito...

Visita il "Myspace" di Michele Ricci: Vai al blog...



Publicazione 3° Matricola N°: 004-05/08


PIETRO BONO DA BAURA


* *** *
. : :[ Baura, 31 Luglio 1153 ]: : .

“… ET EGO PETRUS Bonus Dei nutu tabellius de vico Baurie et notarius sancte Pomposiane ecclesie...”
(Sono Pietro Bono, notaio del paese di Baura e notaio esclesiastico dell’Abbazia di Pomposa )

* *** *


PIETRO BONO DA BAURA
“Un viaggio a ritroso, nel tempo, di quasi mille anni fa”


Faremo questo viaggio indietro nel tempo grazie alle ricerche storiche del giornalista Udilio Zappaterra ma soprattutto, dobbiamo ringraziare la Dott.ssa Corrinna Mezzetti per la ricerca storica effettuata, con grande perizia, sul personaggio di Baura e propri manoscritti.
Pubblichiamo di seguito, in esclusiva, i tratti salienti dell’illustre personaggio di Baura, ricavati dal saggio, intitolato “Carte processuali dell’archivio di Pomposa. Un dossier della metà del XII secolo.”, gentilmente fornito dalla Dott.ssa Corrina Mezzetti.

I luoghi citati nelle pergamene di Pietro Bono da Baura sono: Baura, Correggio, Ferrara, Contrapò, Ruina, Cervara, San Adalberto in Pereo, Rimini, Ostellato, Cornè, Bologna, Dugliolo, Ravenna.


Breve nota storica.


Il paese di Baura ha origini antichissime, i documenti a noi pervenuti nel tempo sembrano datare l’origine del paese intorno al metà del ‘500 con la costruzione del Monastero di Baura adiacente all’antica chiesa risalente al 1117.
In realtà, i primi insediamenti risultano apparire intorno al IX secolo d.C. . A quell’epoca non esisteva un vero centro, ma svariati borghi composti da poche case appartenenti a contadini e pescatori del luogo. Importante è sottolineare che il territorio era quasi totalmente composto da isolotti di terra immersi in un’ infinita distesa paludosa. Infatti, ciò dimostra che, al di fuori dell’antica origine storica del luogo, la zona non era ricca di materie prime e la vita non era cosi salutare da consentire un florido commercio e quindi una vera urbanizzazione del territorio.
Quasi ogni borgo possedeva una piccola chiesetta che accoglieva gli abitanti della borgata per le cerimonie religiose cristiane. Intorno al 1100, uno di questi borghi si sviluppò particolarmente: stiamo parlando del paese di Baura (FE).
A contendersi queste terra, agricole ma perlopiù usate come pascolo per il bestiame, furono il centro religioso del monastero di San Giorgio di Ferrara (Il dominio dell casata Estense non era ancora presente in città) e il centro religioso di San Vitale di Ravenna. Questa contesa, durata per molti anni, è raccontata nei saggi notarili dell’illustre personaggio originario del paese di Baura(Fe).


IL PROFILO DELL’ILLUSTRE PERSONAGGIO DEL PAESE DI BAURA: "Pietro Bono da Baura".


Estensore: Davide Canella.
Ricercatori storici: Corinna Mezzetti e Udilio Zappaterra.


Il giornalista Udilio Zappaterra nel suo articolo stampa, intitolato “La Giurisdizione di Ravenna e Pomposa sulla sinistra dell’antico Po di Volano”(1974) , scrive:

“...Un illustre professionista baurese, nel secolo XII, fu Pietro Bono, notaio pubblico e notaio di Pomposa: “Et ego Petrus Bonus dei nutu tabelio de villa Baurie et notarius S. Pomposiane ecclesie”. Cosi si presenta. Esercitò la sua professione in paese, con il signum tabellionis, simbolo caratteristico dei notai di allora. Nel codice diplomatico pomposiano, molti documenti, relativi a privilegi, concessioni alla consistenza di beni, risultano trascritti da lui, con valore di copie autentiche...”

Questo insieme di atti notarili sono stati esaminati e studiati dalla Dott.ssa Corinna Mezzetti nel proprio saggio intitolato “Carte processuali dell’archivio di Pomposa. Un dossier della metà del XII secolo.”. Il lavoro svolto dalla ricercatrice, nel 2004,è da considerare un vero capolavoro in termini di studi e traduzioni. Di seguito delineeremo i tratti salienti dell’antico illustre personaggio di Baura per ricreare un profilo attraverso i documenti, pervenuti ai giorni nostri. La Dott.ssa Corinna Mezzetti scrive:

“…Le prime attestazioni dell'attività di Pietro Bono coincidono con nove documenti rogati in territorio ferrarese tra il 1140 e il 1144, conservati nell'Archivio del Capitolo della Cattedrale: si tratta di petitiones presentate ai canonici dai livellari per ottenere il rinnovo del contratto, relativamente a terreni ed edifici posti in Contrapò, località nella quale il capitolo concentrava molte proprietà. Il notaio redige poi anche carte a Ferrara, per privati e chiese, fino al 1153, come testimoniano due documenti redatti per privati a Correggio, nel Ferrare.
A partire dal 1156, stando alla documentazione superstite, Pietro Bono entra al servizio del monastero di Pomposa, per il quale rogherà almeno fino al 1179. Della sua attività documentaria ci sono pervenuti 55 documenti, di cui 44 redatti per Pomposa e conservati tutti - con un’unica eccezione, presso l'archivio abbaziale. In questi anni, dunque, Pietro Bono risulta stabilmente al servizio del monastero. Nei documenti rogati per i canonici della cattedrale, Pietro Bono si qualificava come «notarius de vico Baurie»; dal 1156, invece, egli sottoscrive le carte per Pomposa ricorrendo alla doppia qualifica di «tabellio de vico Baurie et notarius sancte Pomposiane ecclesie», quasi a riunire in sé il duplice profilo: di tabellio, nell'accezione tradizionalmente assunta dal termine in area ravennate e ora in quella bolognese, e di notarius al servizio esclusivo del monastero.
In ambiente ravennate, tra XI e XII secolo, i notarii, perlopiù ecclesiastici, attivi presso la cancelleria arcivescovile, si distinguevano ancora nettamente dai tabelliones, riuniti in una corporazione cittadina; distinzione che viene sfumando, tuttavia, nel corso del XII secolo.
Pietro Bono non è l'unico notaio 'pomposiano' a comparire nella documentazione di questo periodo: egli cura gli interessi del monastero redigendo carte in varie località, da Ferrara a Baura, suo luogo d'origine, da Corné e Loreo, in territorio oggi rodigino, a Ostellato e Pomposa; la sua presenza è poi attestata in alcune concessioni enfiteutiche a Rimini e infine nel Bolognese, dove è chiamato a seguire le fasi di una vertenza con la canonica ravennate di Santa Maria in Porto. Al notaio Pietrobono si devono molte delle carte conservate nell'archivio abbaziale per questo torno d'anni, sia documenti negoziali in prevalenza enfiteusi, livelli e permute sia carte processuali, molte delle quali prodotte per il dossier della causa in esame….”


La Dott.ssa Corinna Mezzatti nel proprio saggio fa una breve nota descrittiva della calligrafia dell’illustre personaggio di Baura scrivendo:

“…La perifericità culturale del Ferrarese è del resto testimoniata dal confronto con la documentazione coeva delle aree limitrofe. Nel panorama grafico dei notai ferraresi, la scrittura di Pietro Bono da Baura si caratterizza per la rotondità delle forme e lo scarso sviluppo ver-ticale delle aste; quelle ascendenti terminano con una caratteristica forcellatura all'estremità, mentre le inferiori curvano decisamente verso sinistra. La scrittura appare pesante, marcata da una forte accentuazione chiaroscurale dei tratti: in alcuni esempi, il modulo delle lettere è molto grande e determina un'ulteriore riduzione delle aste, conferendo al tracciato un aspetto ancora più tozzo; in altri invece il modulo appare più ridotto, con le righe talora ben distanziate talora affastellate e addossate le une alle altre, in un andamento che perde in equilibrio e leggibilità. Nella minuscola usata dal notaio non figurano elementi di particolare rilievo: pochissime le legature, ridotte solamente alle stilizzate st, ct ed et, ormai canonizzate nelle documentarie dell'epoca. Del sistema abbreviativo, largamente dispiegato in ogni sua possibilità, si segnala l'esecuzione di segni annodati a fiocco in precisi e ricorrenti luoghi del testo (ad esempio, nell'abbreviazione delle parole latere, capite, pertice, incarnatione, indictione e così via).
Ora, le caratteristiche grafiche dei documenti di Pietro Bono possono ben riconoscersi nella scrittura contenente le allegationes di parte pomposiana: il riscontro puntuale del tracciato di ogni singola lettera, la peculiare z a forma di 3 angolato che scende sotto il rigo, la chiusura a forcella delle aste ascendenti non lasciano dubbi. Ulteriore elemento, che rafforza la convinzione dell'identità della mano, è il forte impiego di lettere maiuscole, combinate talvolta a lettere allungate, che conferiscono alla scrittura del notaio una cifra particolare: si veda ad esempio il tracciato di G con l'ultimo tratto terminante in un ricciolo, la forte inclinazione di C sul rigo, tempi e proporzioni costanti nel ductus di S e Q. La scrittura della carta processuale si distingue nel corpus delle realizzazioni grafiche di Pietro Bono per il modulo particolarmente ridotto delle lettere e per l'irrigidimento del tracciato, come se il notaio rinunciasse a quella libertà di tratti che ne caratterizza l'usuale scrittura documentaria, trattenendo le normali abitudini grafiche e avvicinandosi maggiormente a stilemi di tipo librario.
Un ulteriore elemento che accomuna la scrittura di parte a molti documenti redatti da Pietro Bono è un dato di ordine materiale: la rigatura della pergamena. Non è infrequente trovare all'interno di dossier processuali scritture, perlopiù di mano ecclesiastica, redatte su pergamene rigate, magari preparate all'interno dello scriptorium monastico.
Nel caso del notaio ferrarese, le pergamene su cui redigere gli atti del processo potrebbero ben essergli state fornite dai monaci pomposiani; tuttavia la prassi della rigatura non è sconosciuta a Pietro Bono quando roga per altre istituzioni, come ad esempio per il capitolo del canonici; inoltre pergamene rigate non sono infrequenti nella documentazione ferrarese coeva..."


Per continuare le lettura e leggere anche i contenuti non citati scarica il file integrale della Dott.ssa Corinna Mezzetti. Il file intitolato “Carte processuali dell’archivio di Pomposa. Un dossier della metà del XII secolo.” È liberamente scaricabile, in formato PDF (circa 64 pagine), dal sito www.scrineum.unipv.it.
Il saggio della Dott.ssa Corinna Mezzetti espone, in esclusiva, le traduzioni originali delle pergamene scritte da Pietro Bono da Baura, i riferimenti relativi alle fonti informative e infine i ringraziamenti.

Per concludere citiamo quanto il giornalista Udilio Zappaterra scrive:



Momumento bombardamento del '44.
“… Nel 1749 il grande storico Ludovico Antonio Muratori fermò la sua attenzione su un diploma di Ottone III del 22 Novembre 1001, trascritto ed autenticato nella Prepositura Pomposiana di Baura, nel 1158 da Pietro Bono da Baura…”

La Prepositura Pomposiana di Baura è tutt’ora presente anche se non è possibile visitarla liberamente, in quanto si tratta di una abitazione ad uso privato.La struttura odierna è chiamata dagli abitanti del paese con il nome “Il palazzone” del quale restano solo alcuni elementi architettonici di buona fattura, come ad esempio il bel portale e al piano superiore, l'elegante loggia.

Si ringrazia la Dott.ssa Corinna Mezzetti per aver concesso la pubblicazione di alcune parti intregrali del proprio saggio (“Carte processuali dell’archivio di Pomposa. Un dossier della metà del XII secolo.”).

La Pro-Loco di Baura ringrazia pubblicamente la Dott.ssa Corinna Mezzetti e tutte le persone che hanno contribuito a fornile una aiuto nella stesura del proprio saggio.



Publicazione 2° Matricola N°: 002-05/08


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Publicazione 1° Matricola N°: 001-05/08


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